Tre girasoli
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Statuto

Preambolo
Quadro dei valori e dichiarazione di intenti

 

I consultori familiari di ispirazione cristiana operano uniti in Federazioni Regionali, le quali a loro volta aderiscono alla Confederazione Italiana. Essi si costituiscono autonomamente come consultori liberi non statali, nello spirito dei principi costituzionali di solidarietà e sussidiarietà, con finalità di servizio a rilevanza pubblica rivolto alla persona, alla coppia e alla famiglia, indipendentemente da appartenenze e convinzioni ideali e religiose. Nel contesto dell’odierno pluralismo culturale e religioso, essi intendono operare con una loro originalità e specificità dentro un quadro di valori e sulla base di convinzioni etiche che hanno il loro fondamento nella struttura individuale e relazionale della persona umana e nella famiglia, intesa – secondo il dettato dell’articolo 29 della nostra Costituzione Italiana – «come società naturale fondata sul matrimonio». La loro istituzione è conforme alla legge 405/1975 (art 2, lettera b) e successive modificazioni ed integrazioni.

 

a. Persona, amore e famiglia
La persona umana, in quanto spirito incarnato e corpo informato dallo spirito, ha le radici nella sua biologia, ma allo stesso tempo la trascende. Ella esiste sempre o come uomo o come donna, aperta alla reciprocità. Il fondamento della sua “identità duale” non è riconducibile al solo dato corporeo e alle sue tendenze, ma si coglie pienamente nel significato relazionale e simbolico della costitutiva differenza sessuale tra il maschile e il femminile. Tale visione della persona permette di superare la contrapposizione sia tra natura e cultura sia tra sesso e genere. La verità della sessualità umana è comprensibile, né riducendola al puro dato naturale (sesso), né interpretandola secondo le arbitrarie e sempre cangianti rappresentazioni e costruzioni sociali (genere). Essa si spiega in rapporto alla vocazione della persona a realizzarsi nell’amore umano. Nell’umanità dell’uomo e della donna, nella loro carne, è iscritta la capacità e la responsabilità dell’amore e del dono della vita.

La chiamata della persona umana a vivere non nella solitudine, ma nella comunione trova la sua prima e fondamentale concretizzazione storica nel matrimonio tra un uomo e una donna, inteso come legame stabile e definitivo, istituito dal loro libero consenso pubblicamente espresso, su cui si fonda la famiglia quale “comunità di persone” vivificata dall’amore sponsale, genitoriale e fraterno, vissuto come dono sincero e totale di sé. È nella famiglia che si attiva il processo della genealogia e socializzazione della persona, innanzitutto tramite la trasmissione della vita, per cui gli sposi diventano padre e madre, e conseguentemente tramite l’opera educativa, che è una missione di natura spirituale, collegata allo stesso tempo con la paternità e maternità e con il consenso coniugale, e per mezzo della quale genitori e figli sono reciprocamente chiamati a partecipare alla verità e all’amore, valori che costituiscono il traguardo di ogni opera educativa..

 

b. Scienza, sapienza, coscienza
La Confederazione fa propria l’antropologia personalista, secondo cui l’uomo è più grande dell’uomo. Tale antropologia permette di riconoscere i grandi benefici che la scienza e la tecnica portano e continuano a portare al benessere dell’umanità. Allo stesso tempo, essa aiuta a tenersi lontani dal rischio oggi presente della deriva scientista che, identificando la possibilità tecnica con la liceità etica, finisce per umiliare l’uomo, subordinandolo e sacrificandolo alla ricerca scientifica e all’applicazione tecnologica, soprattutto nella fase iniziale e terminale della sua avventura umana, quando è più debole, indifeso e bisognoso di protezione. La fede cristiana, nella cui luce viene elaborata l’antropologia personalista, è amica della scienza e della tecnica, tuttavia si guarda dall’elevarle a valore assoluto, ma si limita, come è nella loro natura, a valorizzarle solo come mezzi a servizio dell’uomo, quale essere unico e irrepetibile, e come fattori di promozione della sua irriducibile dignità.

Così, l’orizzonte antropologico, a cui la Confederazione intende ispirare la propria azione ,mentre permette di coltivare, in nome della dignità della persona umana, un atteggiamento di simpatia e di dialogo nei confronti del progresso delle scienze, allo stesso tempo offre le adeguate argomentazioni per contrastare apertamente la suddetta deriva scientista che tende sempre più, in questo passaggio dal moderno al post-moderno, a imporsi nella nostra cultura come una vera e propria ideologia, che riduce la verità della persona umana al puro dato biologico verificabile e programmabile.

La formazione di una vera e retta coscienza morale, che genera la responsabilità individuale e dispone la libertà al bene, costituisce l’obiettivo finale della consulenza, a cui tutti gli altri obiettivi intermedi sono orientati.

 

c. Professionalità e ispirazione cristiana
L’ispirazione cristiana caratterizza la prospettiva di fondo del nostro servizio consultoriale. Essa, tuttavia, non mira a marcare in senso ‘confessionale’ la nostra professione e il nostro servizio, né, tanto meno, a mortificarne la libertà e a ridurne l’orizzonte di azione. Solo vuole segnalare con onestà intellettuale la rilevanza che essa ha per la nostra coscienza di operatori a servizio della persona integrale e della sua unità di vita e per l’immagine pubblica che il Consultorio si propone di dare di sé. In una visione secondo la quale fede e ragione sono le due luci di cui l’uomo dispone per alimentare lo sguardo contemplativo che porta a una profonda conoscenza di sé, l’ispirazione cristiana diventa una risorsa di illuminazione e di tensione spirituale a disposizione del rispetto, dell’aiuto e della educazione ad un uso responsabile della libertà di scelta delle persone che si rivolgono al Consultorio.

L’orizzonte etico, che nasce da una visione della persona considerata non parzialmente, ma nella sua unitotalità, costituisce, pur nel dialogo critico con le plurali concezioni dell’uomo presenti nella nostra cultura ormai destinata a divenire sempre più interetnica e interreligiosa, l’elemento qualificante del Consultorio familiare di ispirazione cristiana..

 

d. Volontariato e servizio alla persona, alla coppia, alla famiglia

Il volontariato intende esprimere la dimensione di gratuità del nostro servizio come dono da persona a persona. La dimensione del dono, infatti, – e lo attesta proprio l’esperienza coniugale e familiare – è originaria nel rapporto tra persone e fa emergere la sua preziosità proprio nella relazione d’aiuto, nella quale la persona si sente affermata e valorizzata in sé e per sé.

Il servizio all’unità della persona, all’armonia della coppia e alla stabilità della famiglia esige un metodo collegiale di lavoro, tramite il quale è possibile far convergere il contributo delle varie competenze professionali a soluzioni non frammentate, ma tra loro coordinate per il bene integrale della persona. Al raggiungimento e a garanzia di tale obiettivo, determinante è la figura e la presenza del consulente etico e del consulente ecclesiastico, dal momento che la perfezione della persona coincide con la sua perfezione morale, e che l’orizzonte morale è il punto più elevato da cui si può guardare l’uomo, il quale orizzonte, in un certo senso, abbraccia in un sol sguardo tutte le altre visioni parziali delle scienze umane e insieme le raccorda.

La collaborazione con i Consultori pubblici, mentre permette forme di integrazione del servizio, consente altresì di attivare dinamismi di confronto e di emulazione proficui sia per la qualità dei servizi, sia per la libertà di scelta delle persone, sia, infine, per i profili professionali ed etici di riferimento.

Infine, la presenza nel territorio del Consultorio familiare d’ispirazione cristiana con la sua specificità diventa anche sollecitazione rivolta alle Istituzioni e Amministrazioni, affinché esso sia valorizzato nel suo qualificato servizio sociale, soprattutto nella dimensione della sussidiarietà, e sostenuto sotto ogni profilo.

Allegati:
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